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“Ogni qualvolta che in un luogo dell’universo la religione declina e l’irreligione avanza, o discendente di Bharata, Io vengo in persona.”
B.G. IV-7

Krishna nasce l’ottavo giorno del mese di Sharvan (Agosto –Settembre), nel 3.228 P.E.C (Prima dell’Era Corrente). Questo giorno di grande auspicio è chiamato Janmashtami.

I devoti a Krishna in questo giorno, osservano il digiuno,  lo venerano tutta la notte ascoltando le sue storie, recitando gli inni della Gita, cantando canzoni devozionali e recitando il mantra “Om namo Bhagavate Vasudevaya”.

L’avvento di Krishna è un fenomeno trascendentale,  Dio si manifesta tra gli uomini in forma umana con tutti i suoi attributi divini ogni volta che ci sia bisogno di ristabilire il dharma in qualsiasi luogo dell’Universo.

La Sua nascita avvenne in un periodo in cui la Madre Terra non  sopportava più il peso delle azioni disoneste compiute da regnanti demoniaci e perfidi tiranni.

La Madre Terra stanca di ciò, si appellò  al creatore Brhama per ricevere aiuto, Brhama  a sua volta,  si rivolse al Signore degli Universi Vishnu, il quale gli  assicurò che sarebbe nato sulla Terra per ristabilire l’ordine e annientare i tiranni.

Una di queste forze demoniche era Kamsa, usurpatore di Mathura.

Un giorno sua sorella Devaki si sposò con Vasudeva. Dopo la cerimonia Kamsa prese le redini del carro del matrimonio per scortare la  coppia verso la loro dimora.   Lungo il tragitto una voce dal cielo gli profetizzò che sarebbe stato ucciso dall’ottavo figlio di Devaki.
Intimorito Kamsa sguainò la spada per uccidere la sorella ma, Vasudeva intervenne implorando Kamsa di non uccidere la sua sposa promettendogli che gli avrebbe dato tutti i figli che sarebbero nati da lei.
Kamsa risparmiò la vita agli sposini ma li incarcerò.

Successivamente  Kasma uccise i primi sei figli di Devaki. Con il settimo figlio, Devaki ebbe un aborto spontaneo ma misticamente il feto si trasferì nel grembo della regina Rohini in Vrindavana. Questo divenne Balarama il fratello maggiore di Krishna.

Durante la prigionia, il Signore Vishnu apparve a Devaki e Vasudeva  e  disse loro che sarebbe nato per salvarli e salvare la popolazione di Mathura.
Chiese a Vasudeva di portarlo appena dopo la nascita alla casa del suo amico capo mandriano Nanda a Gokula, dove la moglie Yashoda aveva appena dato alla luce una figlia.

Doveva poi scambiarlo con la figlia e portare la figlia di Yashoda alla prigione. Vishnu gli assicurò che nulla avrebbe ostacolato il loro cammino.

A mezzanotte del giorno di Janmashtami, il bambino divino nasceva nella prigione di Kamsa. Ricordando le istruzioni, Vasudeva si  mise il bambino al petto per portarlo a Gokula.
Bastò uno scrollone per liberarsi delle pesanti catene che gli legavano le gambe, trovò le guardie  addormentate  e le massicce porte di ferro della prigione si aprirono dinanzi a lui.

Come nella storia di Mosè, anche per  Krishna si aprirono le acque, permettendo a Vasudeva di attraversare il fiume Jamuna e arrivare a Vrindavana. Quando arrivò alla casa di Nanda, tutti i mandriani stavano dormendo, quindi mise suo figlio nel letto di Yasoda, prese la nuova nata e ritornò nella prigione di Kamsa.

Quando Kasma venne a conoscenza della nascita, si precipitò nella prigione per uccidere il bambino.
Ma questi gli sfuggì di mano e si innalzò al cielo, rivelandosi  la dea Durga dalle otto braccia, che gli disse:

O folle! Cosa otterrai ad uccidermi? Sei uno stolto a usare violenza sui bambini indifesi. La tua nemesi è già nata in altro luogo.

Una volta cresciuto, Krishna uccise Kamsa e tutti i suoi crudeli seguaci, liberò i suoi genitori dalla prigionia e rimise sul trono Ugrasen, il  legittimo Re di Mathura.