“Il Ponte di Rama”

Il Ramayana insieme al Mahabharata è uno dei più grandi poemi epici dell’umanità ed è anche il più antico.

In quest’opera di 24.000 mila versi, attribuito al saggio Valmiki, si racconta la storia del principe Rama settimo avatar di Vishnu, che per liberare Sita, la sua sposa, rapita dal malefico Ravana, fece costruire dal suo esercito di scimmie e orsi un ponte (Ram Setu) tra l’India e l’attuale Sri Lanka.

Il Ramayana, a cui George Lucas si sarebbe ispirato per la sua serie cinematografica “Guerre Stellari” si sarebbe svolto circa 1.750.000 anni fa, periodo in cui i paleontologi attribuiscono il primo uso di utensili da parte degli ominidi.

L’esistenza del Ram Setu è stata confermata dalla foto satellitari della NASA nel 2002. La datazione rivelata dai geologi corrisponde a quella del poema epico.

Può essere che un ponte così complesso sia stato costruito da mano umana, quando due milioni di anni fa, secondo la scienza, l’uomo moderno non era ancora nato?

Sembra impossibile crederlo, ma è anche vero che chi ha scritto o riportato il Ramayana, non aveva a disposizione immagini satellitari o di altro tipo per sapere che tra l’India e il Sri lanka c’era una formazione geologica così singolare, da ricordare un ponte.

Sul Ram Setu, si sono effettuati molti studi, che hanno portato a formulare teorie scientifiche variegate, ma nessuna di queste ha per ora confermato o meno se il ponte inabissato, sia di origine naturale o umana.

Nel 2001 è sorta una grande controversia, quando il Governo indiano ha approvato un progetto multi milionario chiamato Sethusamudram che ha lo scopo di creare un canale nautico, distruggendo in parte il Ram Setu. Questo canale permetterebbe di tagliare 400 km di navigazione (30 ore di navigazione) intorno all’isola di Sri Lanka.

Il progetto ha scatenato una marea di proteste da parte della popolazione induista che crede nell’importanza storica e religiosa di questo ponte e dai geologi i quali ritengono che il  Ram Setu sia una protezione geologica naturale contro possibili tsunami.

Il Governo indiano insiste nel procedere con il progetto anche se la maggior parte della popolazione è contraria. Se questo avvenisse sarebbe un triste disastro ecologico naturale e l’insabbiamento di una possibile verità storica che impedirebbe di indagare più approfonditamente sulla misteriosa origine dell’umanità.

Om Tat Sat