I frutti delle nostre azioni

I Samskara fanno parte della legge del karma e si riferiscono alle traccie che le nostre azioni lasciano negli strati profondi della nostra coscienza. I Samsakara sono quindi legati al ciclo delle nascite e delle morti.

L’attaccamento all’ azione, lascia un segno emozionale nella mente (chitta) dell’anima individuale. Il non attaccamento non lascia traccia.
samsakaraSe la chitta è rigida riceve molte rigature se è morbida non viene intaccata. Queste rigature sono i frutti delle nostre azioni, ossia i nostri samskara o impressioni, che ci portiamo da una vita all’altra. Samskara proviene dal sanscrito sam (completo) e kara (azione, causa, fare). Ed è appunto attraverso l’agire che creiamo i nostri samskara.

E come se durante la vita incidessimo un disco, nei solchi delle informazioni del disco, tutto è registrato, senza che noi ne abbiamo coscienza. Quando il disco viene riprodotto ci ritroviamo di fronte ai nostri samskara e molte volte ne rimaniamo sorpresi, ma il disco non mente.

Le tendenze, le passioni, i talenti ma anche i disagi interiori, che emergono da una vita all’altra fanno parte di queste tracce del disco che vengono nuovamente suonate per noi.

Praticando lo yoga e la via spirituale, possiamo diminuire o eliminare i samskara e renderci conto che ogni attaccamento è relativo a quello che crediamo e non è un fatto reale.

Solamente quando si è attaccati all’azione si ha un effetto sui risultati dell’azione. Sciogliersi dall’effetto dell’azione ci porta vicini alla liberazione.

I samskara dimorano nel corpo e nella mente, ma non nello spirito.

In base ai propri samsakara, secondo la Chandogya Upanishad, al momento della morte la persona si costruisce la prossima vita. Questo è determinato da come la persona ha vissuto durante la vita.

Se ad esempio una persona si è dedicata solo ai piaceri della vita, rinascerà con un corpo e una mente predisposte per questo, con tutte le possibili deleterie conseguenze. Se la mente vive nell’amore per gli altri potrebbe rinascere un filantropo od un  santo. Se la sua mente è rivola al Divino, allora si distaccherà dal ciclo delle nascite e delle morti.

Fino a quando l’anima individuale crede di agire essa diviene attratta dall’azione, quindi rinasce nel mondo per fare esperienza delle azioni passate.

Un uomo che si è liberato, continuerà a vivere la sua vita smaltendo in ogni caso il karma che aveva depositato, quello che non creerà più, sarà nuovo samskara.

Om Tat Sat