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Colui ai cui piedi siedono i maestri

Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, non era mai stato all’estero, in India aveva scritto tre libri e iniziato un discepolo, ma aveva una missione da compiere affidatagli anni prima dal suo maestro spirituale  Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, quella di diffondere il messaggio millenario di Krishna nel mondo.

Nel 1965 a 69 anni di età, lasciava l’India su una nave mercantile, dove gli era stato offerto un passaggio per gli Stati Uniti. Aveva solo una valigia, un ombrello e una scorta di cereali secchi. Qualche mese dopo approdava a New York con  40 rupie circa 8 dollari e tanta forza devozionale nel cuore.

Nei seguenti dodici anni avrebbe fondato una delle realtà spirituali più importanti della fine del XX secolo, il movimento Hare Krishna (ISKCON), inaugurando più di 200 centri di bhakti yoga in tutto il mondo, iniziando migliaia di devoti e pubblicando più di sessanta libri tradotti in 40 lingue. Srila Prabhupada diventò un’icona degli anni 1970, riuscendo a coinvolgere personalità di spicco come Allen Ginsberg ed i Beatles. I 69 anni trascorsi prima non erano altro che la preparazione per quello che avrebbe realizzato dopo.

Srila Prabhupada nacque da una famiglia abbiente di Calcutta, in India come Abhay Charan De il primo settembre del 1886. Come da tradizione alla sua nascita i genitori chiesero a un astrologo di fare l’oroscopo del neonato. L’astrologo predisse che quando il bambino avesse raggiunto i sett’anni avrebbe attraversato l’oceano, sarebbe diventato una grande personalità spirituale e avrebbe fondato 108 templi.

Cresciuto da una famiglia di fede Gaudiya Vaishnava (devoti di Vishnu), era stato educato nell’amore e nel  rispetto dei valori fondamentali della fede e del dovere, secondo la dottrina dei Veda.

Negli anni dell’università aderì del movimento indipendentista Indiano, e sostenne la campagna di Ghandi. Ghandi invitava gli studenti indiani ad abbandonare gli studi, perchè il sistema scolastico straniero creava  solo degli schiavi e delle marionette nelle mani degli Inglesi. Il giovane studente Abhay dopo aver superato tutti gli esami, per protesta rinunciò alla Laurea in legge, schierandosi apertamente al fianco del movimento di Ghandi.

Presentato da un suo caro amico al suo futuro maestro, Bhaktisiddhanta Sarasvati,  rimase affascinato dai suoi insegnamenti. Già dal primo incontro il grande sadhu, chiese a lui ed al suo amico di diffondere il messaggio di Sri Caitanya nel mondo. Quella grande persona gli aveva chiesto di predicare; poteva farlo immediatamente. Ma sentiva che lasciare la famigli sarebbe stata un’ingiustizia. Dopo questo primo incontro Abhay continuò a seguire il suo Guru, leggere i testi sacri ed a frequentare i devoti della Gaudiya Math.

Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, era figlio di un altro grande maestro vaishnava Bhaktivinoda Thakura nella linea di successione che portava a Sri Caitanya e a Krishna stesso. Da Bhaktisiddhanta Sarasvati, apprese la parte conclusiva degli insegnamenti di Caitanya, cioè che Krishna è Dio, la Persona Suprema e che il canto del suo santo nome doveva essere considerato superiore a tutte le altre pratiche religiose. Negli anni seguenti Abhay si dedico ai suoi doveri di padre di famiglia, non tralasciando il suo cammino spirituale. Anche se gli impegni di lavoro lo portavano a viaggiare spesso, quando aveva tempo disponibile andava a trovare il suo maestro, che lasciò il corpo terreno nel 1936.

Nel 1959 Abhay Charan prense i voti di rinuncia, diventando così un samnyâsi ed assumendo il nome di Abhay Caranaravinda Bhaktivedanta Swami. Visse in povertà presso un ashram, a Delhi, dapprima, ed in seguito a Vrindavana, nel tempio di Radha-Damodar, dedicandosi alla redazione di una rivista religiosa, Back to Godhead ed alla traduzione in inglese dello Srimad Bhagavatam, uno dei più importanti testi vaishnava. Sei anni dopo, sarebbe partito per gli Stati Uniti, seguendo le istruzioni che Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati gli aveva dato fin dal primo incontro: “vai a predicare in inglese e diffondi la coscienza di Krishna in tutto l’occidente”. Così è stato fatto.

Srila Prabhupada, ci insegna ad non arrendersi mai, che con la fede possiamo raggiungere i nostri obiettivi e  che la vita ha sempre un’inizio a qualsiasi età, dimostrando che si può nascere nella stessa vita più di una volta. I suoi antichi insegnamenti aprono la nostra consapevolezza a Dio la Persona Suprema, mettendoci in comunione con questa realtà che ci colma di amore assoluto.

Om Tat Sat