da Umberto per Bhagavad Gita
La Bhagavad Gita narra che da lì a poco, nella piana dei sacrifici rituali ai Deva, inizierà la guerra del Kurusektra dove verranno sacrificati migliaia di soldati.
Il Principe Arjuna sa che la battaglia sarà devastante e si sente corresponsabile di quello che accadrà.
Di fronte a lui, tra i nemici sono schierati maestri, parenti e amici. Il suo animo è turbato, vorrebbe tirarsi indietro, ma deve compiere il suo dovere. Non ha scelta deve partecipare a questa lotta eterna tra il bene e il male, nonostante divampino in lui, paure, dubbi, angosce e complessi di colpa.
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da Umberto per Bhagavad Gita
Lo Yoga è antico di millenni e le sue tracce si perdono al di là della storia conosciuta.
Nella Bhagavad Gita, datata intorno al V° e VI° secolo a.C, Krishna riferisce al Principe Arjuna cha la conoscenza dello Yoga contenuta nel Gita era stata trasmessa alla umanità all’inizio sua stessa esistenza. Nella Bhagavad Gita vengono esposti tre dei quattro yoga fondamentali , base di tutta la cultura yogica.
Senza la conoscenza approfondita di almeno uno di essi sarebbe impossibile raggiungere la moksha, ossia la liberazione del Se.
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da Umberto per Bhagavad Gita, Induismo
“Chiunque non porti odio
Ma sia amico di ogni entità vivente
Sia distaccato dalle proprietà personali e dal proprio io.
Uguale nel dolore e nel piacere
Sia paziente e sempre soddisfatto
Padrone di sé
Impegnato nelle pratiche devozionali, con il suo giudizio fissati su di me
Costui, mio devoto adoratore, mi è caro.”
Bhagavad-gītā

La Bhagavad Gita (Il Canto del Signore Beato) nasce nel mezzo di un campo di battaglia che rappresenta il campo della vita stessa.
E’ un messaggio senza tempo, attuale più che mai, vicino ad ognuno di noi, che ci aiuta a far chiarezza là dove si è formata l’oscurità.
Il messaggio non viene rivelato sorseggiando del tè sotto l’ombra delle palme tropicali o in un parco dalla natura rigogliosa, ma in un momento che precede la battaglia, una delle guerre più devastanti che la storia ricordi.
In questo luogo, dove si è consapevoli che la vita e la morte si intrecciano rapidamente, i nervi sono tesi e la mente è turbata, l’uomo allora interroga Dio sul perché dell’esistenza stessa.
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