Jiddu Krishnamurti (1895 – 1986)

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“La verità è una Terra senza Sentieri”

Con queste parole, frammento di un ampio discorso,  nel 1929, Jiddu Krishnamurti rinunciò ad essere eletto maestro spirituale della Società Teosofica, che per lui aveva fondato l’ Ordine delle Stelle d’Oriente.

Tenendo  fede ai suoi principi filosofici, dissolse l’Ordine e restituì ai suoi seguaci i beni che gli erano stati donati, affermando “Non ho discepoli. Qualsiasi uno di voi può essere discepolo della verità, se comprende che la verità e quella di non seguire individui.”

Per più di 60 anni parlò in tutto il mondo e divulgò i suoi pensieri che sono vasti e profondi,  comprendono tutte le problematiche di oggi, come la morte, le infermità, la libertà, la meditazione, la paura, Dio e l’ambiente. Il suo lavoro e il suo messaggio risvegliarono l’interesse di celebri pensatori e scrittori come: Bertrand Russell, Aldous Huxley, Henry Miller y David Bohm.

Aldux Huxley, in una famosa prefazione ad uno dei libri di Krishnamurti, affermò che il nucleo centrale dell’insegnamento del grande maestro e che : ”il principale problema di ogni uomo può essere risolto, in maniera valida solo da se stesso”

Per Krishnamurti non esiste la salvezza poiché è una forma per identificarsi con l’ego, con la propria identità, con la propria anima. Solamente con l’abbandono di queste identità si può raggiungere la conoscenza. L’uomo non necessità di un guru o un leader per arrivare alla propria realizzazione. Prima deve domandarsi: ” Che tipo di utilità può avere un leader eletto da una mente confusa?”

Per questa ragione sempre  rifiutò di essere chiamato Guru o Maestro, la sua missione era quella di demolire le illusioni dalle false idee, superstizioni e credenze che separano l’uomo dalla sua illuminazione. Krishnamurti non si considerava un teosofo o un filosofo, perché l’uomo adottando un titolo, una classificazione crea un limite nel suo essere e non può giungere alla liberazione.

Krishnamurti praticò lo yoga per tutta la sua vita. Sosteneva  che era una pratica davvero eccellente per il corpo e per la mente, ma che certo nulla  aveva  a che vedere con l’illuminazione spirituale.

Per tutta la sua vita, rifiutò i poteri istituzionali, politici e religiosi, esortando alla gente a non confidare in essi.

Disse che la fede religiosa è fonte di separazione “se si cerca la fede religiosa o se si ha una fede in particolare è inevitabile che ci si separi da quelli che cercano un’altra forma di fede religiosa. Tutta le fedi organizzate predicano la fraternità, l’unione e l’amore, ma sono fondate sulla separazione”.

La volontà nell’azione della meditazione è molto importante per Krishnamurti perché, pone ordine alla nostra attività di pensare senza l’intervento della volontà.

Per Krishnamurti la meditazione intesa nel significato sanscrito della parola è mettere in ordine tutte le nostre attività mentali che sono la causa della nostra miseria, della tristezza, del caos e della confusione.

Krishnamurti divulgò la sua saggezza in tutto il mondo e pubblicò più di 50 libri tradotti in moltissime lingue.

La grande opera di Krishnamurti fu quella di interpretare e riconoscere  l’inquietudine umana nei suoi vari aspetti, dandoci la libertà di poter cambiare la nostra confusione in luce.

Krishnamurti lasciò questo mondo all’età di 90 anni, dopo aver dato all’umanità la chiave per svegliarsi in un mondo migliore.